L'insalata di un tempo

giovedì 12 maggio 2016


A volte mi fermo a pensare a come nella mia famiglia nessuno credeva sapessi cucinare. Voglio dire, la cucina la gestiva sempre qualcun altro e non ho mai avuto modo di infilarmi nel grande circo delle pietanze.

Quando i miei erano ancora sposati mia mamma cucinava a Natale, ai compleanni, in generale se era festa lei cucinava e tutti venivano a casa nostra perché c'era una bella atmosfera e avendo una casa in campagna, si stava bene.
La cucina in quanto stanza della casa era un po' off limits per me, perché tutti avevano paura che mi ustionassi con le cose calde che cuocevano sui fornelli o magari semplicemente perché mamma era impegnata con le sue ricette e i suoi pentoloni e quindi cercavo di andare altrove.
Con il divorzio le cose poi sono cambiate ma diciamo che le dinamiche sono rimaste intatte, perché ora a Natale cucina sempre mia zia Chiarina e qualche volta ho provato a dirle 'zia potrei preparare io le frittelle di broccoli e di mele quest'anno' ma la risposta è più o meno questa: non preoccuparti amore, tanto io non ci metto niente, faccio un po' di girello poi porto qualche frittella, ecco due cosette. 
Ho capito che a casa mia la cucina è dei grandi e anche se ora ho ventiquattro anni, la cucina è dei grandi. O anche solo dei più grandi di me.
Forse un giorno li stupirò tutti, per ora mangio le frittelle di zia Chiarina che sono una delizia anche se arrivano sempre fredde all'ora di cena perché le frigge puntualmente alle quattro del pomeriggio.
E se da piccola osservavo molto ora faccio molte domande e cerco di rubare tutti i trucchi, un po' da mia mamma e alcuni da mia zia che non è la miglior cuoca del mondo perché molto frettolosa e abilissima nel far seccare tutte le carni. Ma alcune cose le sa fare e per me avranno sempre un sapore familiare che non troverò mai altrove. Come la pasta con i funghi e le sue fettine panate che sono buone anche fredde e per niente croccanti, o l'insalata. Dovrei aprire un capitolo sull'insalata di zia Chiarina e forse un giorno lo farò. Nessuno condisce l'insalata come zia, che prima di tutto usa le mani per mescolarla e poi conosce l'equilibrio perfetto tra sale olio e aceto. Forse di aceto ne mette anche troppo ma quella è l'insalata della mia infanzia, l'insalata che lei doveva nascondere sul frigorifero o io l'avrei mangiata tutta fogliolina dopo fogliolina prima di cena. E rigorosamente, aceto di vino bianco.


Anni fa non avrei mai cucinato solo per me stessa e un pranzo normale sarebbe stato frittata e insalata o pasta in bianco. Un po' triste, sì lo ammetto.
Ma non avevo interesse a stare in cucina e stavo poco a tavola.
Ora gran parte del mio tempo lo passo proprio in quella stanza della casa che da piccola consideravo di passaggio e quando vado a casa di Livio, anche se la loro è una cucina piccolina, per me resta sempre la stanza più accogliente.
Lì ci diciamo le cose, tra una frittura e l'altra.

Però non è che si può friggere sempre e ci sono quei giorni in cui vorresti qualcosa di fresco che non sia né ripassato né al forno né infarinato. 
Per quei giorni lì, so come farmi felice.
Due mondi diversi, in uno ci sono le carote con aglio e aceto e nell'altro le patate con cipolla e limone.
Non so e non voglio scegliere un preferito, due meraviglie che consiglio a tutti di provare. Tranne a chi non mangia né aglio né cipolla perché mi dispiace ma senza sarebbero una noia mortale.


  

Patate all'insalata

Per 4 persone

Ingredienti
patate medio-grandi di uguale dimensione, 6
cipolla bianca, metà
succo di limone, 1
olio extra vergine d'oliva
sale

Cuocere le patate in abbondante acqua fino a che risulteranno appena soffici ma non troppo. Circa 30-40 minuti, ma il tempo potrebbe variare in base alla grandezza delle patate.
Scolare le patate e lasciare intiepidire. Privare della pelle e tagliare in pezzi di forma casuale.
Condire con la cipolla tagliata a pezzetti, abbondante olio d'oliva, il succo del limone e qualche pizzico di sale.
Conservare in frigo e servire fredde.



Carote all'insalata con olive verdi

Per 4 persone

Ingredienti
carote medie, 8
aceto di vino bianco, 3-4 cucchiai
olio extra vergine d'oliva, 3-4 cucchiai
origano, 2 pizzichi
aglio, 1 spicchio
olive verdi, una manciata (opzionale)
sale 

Privare le carote delle due estremità e cuocerle in abbondante acqua fino a che risulteranno appena soffici, ma non al punto di rompersi, circa 20-30 minuti.
Scolare e privare della pelle grattando la superficie con un coltello. 
Tagliare a rondelle e condire con l'aceto, l'olio, l'origano, l'aglio tagliato a metà e il sale.
Conservare in frigo e al momento di servire aggiungere le olive.





In english:

Sometimes I stop and think about how no one in my family believed I could cook.
I mean, other people were in charge of the kitchen and I've never had the change to get into this great circus of the dishes.

When my parents were still together my mum would cook for Christmas, birthdays and in general when it was party time you'd find her cooking. And everyone would come to our house because the atmosphere was good and being in the countryside, we were all very happy.
The kitchen as a room per se was a bit off limits to me, as they were all afraid I'd burn myself with things cooking on the stoves or just because mum was busy with her recipes and her pots so I would just go somewhere else. 
With the divorce things have changed but the dynamics are pretty much still the same, only now my auntie Chiarina is in charge of the Christmas cooking and when sometimes I've tried telling her 'auntie maybe I could make the frittelle with broccoli and the apple ones this year' the answer I got was more or less: don't worry love, it doesn't take me much time, I'll prepare a little bit of girello (round steak) then I'll bring some frittelle (fritters), just a few things.
I have it clear now that in my family, the kitchen is for the adults and even if I'm twentyfour, the kitchen is for the adults. Or even just for the ones older than me.
Maybe one day I'll surprise them all but for now I eat my auntie's delicious frittelle, not caring about the fact that they always arrive cold at dinner time because she regularly fries them at four in the afternoon.

And if I was a big observer as a child I now ask many questions and try to steal all the tricks, some from my mum and a few from my auntie who is not the greatest cook in the world, as she always rushes things and has a huge ability in drying out every type of meat.
But she sure knows how to cook some things and these to me will always have a familiar taste that I'll probably find nowhere else.
Like her pasta with mushrooms and her fettine panate (breaded cutlets) that manage to be lovely even if cold and not at all crunchy, or her salad. I should start a whole new chapter on her salad and maybe one day I'll do it.
Nobody dresses salad like auntie Chiarina, as she first of all uses her hands to mix it and knows the right balance between salt, oil and vinegar.
And speaking of vinegar she may even add a little too much but that's my childhood salad, the salad she would always have to hide on the top of the fridge or I would eat it all before dinner, leaf after leaf.
And it was wine vinegar, no discussion.

Some years ago I would have never cooked a meal just for myself and a normal lunch could have easily been an omelette and salad on the side, or maybe white pasta with oil and parmesan. A little sad, I know.
Truth is I had no interest in the kitchen and would stay very little at the table.
I now spend most of my time in that part of the house I back then considered a transition room and when I go to Livio's house, even if they have a tiny kitchen, that to me is the coziest area of the house. 
That's where we tell each other things, in between frying things.

But you can't eat fried loveliness everyday and sometimes you just want something fresh, nothing cooked in oil or in the oven or tossed in flour. 
And for those days, I know how to make myself happy.

Two different worlds, in one there's carrots with garlic and wine vinegar and in the other there's potatoes with onion and lemon.
I don't know and don't want to choose a favorite, two beauties you all should try. Except for the ones not eating garlic or onion because I'm sorry but without them these two salads would be damn boring.

Potato salad

Serves 4

Ingredients
medium-large potatoes of similar dimension, 6
white onion, half
lemon juice, 1
extra virgin olive oil
salt

Cook the potatoes in a large amount of water until just soft but not too much, about 30-40 minutes, but time could vary depending on the size of the potatoes.
Drain the potatoes and leave to cool. Remove the skin and cut them in chunks of different size.
Dress with the chopped onion, generous oil, the lemon juice and a few pinches of salt.
Store in the fridge and serve cold.


Carrot salad with green olives

Serves 4

Ingredients
medium carrots, 8
white wine vinegar, 3-4 tbsp
extra virgin olive oil, 3-4 tbsp
oregano, 2 pinches
garlic, 1 clove
green olives, a handful (optional)
salt 

Cut the two edges of the carrots and cook them in a large amount of water until just soft, but not to the point of breaking, about 20-30 minutes.
Drain the carrots and remove their skin by scraping a knife on their surface.
Cut them into coins and dress with wine vinegar, oil, oregano, a clove of garlic cut in half and salt.
Store in the fridge and serve with a handful of green olives.

All photos for this article were taken by the ever so sweet and talented Giorgia Nofrini

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